La scelta del legislatore di permettere alle strutture sanitarie pubbliche di autoassicurarsi, penalizza l’utenza con indennizzi inferiori e maggior lentezza nei risarcimenti.
La recente pandemia ha rivelato lo stato della sanità pubblica e privata nel nostro Paese.
Dopo una iniziale impreparazione circa le cure migliori da somministrare alle migliaia di persone ricoverate nelle strutture sanitarie, con i responsabili delle terapie intensive costretti a selezionare le persone da collegare ai respiratori, si è giunti alla individuazione di cure efficaci e, soprattutto, alla scoperta e somministrazione dei vaccini.
Questo lungo periodo di emergenza sanitaria, le migliaia di decessi, la frustrazione di familiari che non hanno potuto assistere i loro cari nelle ultime ore di vita, genererà, di questo le compagnie sono certe, migliaia di richieste di indennizzo all’indirizzo delle strutture e degli operatori sanitari che, dopo essere stati acclamati come eroi, verranno presi di mira con richieste di risarcimento.
Dopo l’entrata in vigore della Legge Gelli-Bianco, vi è stata una graduale ma costante svolta che ha interessato il settore della R.C. Sanitaria sotto molteplici aspetti: numero delle polizze stipulate e loro costo medio, raccolta complessiva, andamento dei sinistri.
L’Ivass, di recente, ha reso noto i contenuti di uno studio statistico che ha messo a raffronto i dati nel periodo dal 2010 al 2019, dal titolo “Bollettino statistico – I rischi di R.C. Sanitaria in Italia – 2010/2019”.
Nel 2019 la raccolta premi nei rischi di Responsabilità Civile del settore sanitario, segna una diminuzione rispetto all’anno precedente (–6,5%). Tale minor gettito per le compagnie è stato causato della forte diminuzione dei premi (–14,7%) per le polizze sottoscritte dalle strutture sanitarie pubbliche. Nell’arco del decennio 2010-2019, il numero di strutture pubbliche assicurate è diminuito del 60% passando da 1.426 a 581.
Rimane invariata la raccolta premi nelle polizze delle strutture sanitarie private e quelle del personale sanitario.
La metà dei premi delle polizze di R.C. Sanitaria è raccolta da imprese che, pur operando in Italia, hanno sede all’estero. Le imprese italiane sono maggiormente operative nei confronti delle strutture private e del personale sanitario.
Nel tentativo di contenere i costi delle polizze, una percentuale compresa tra il 5% e il 7% (nel quadriennio 2016-2019) ha cambiato compagnia; la maggior parte appartiene al personale sanitario.
Una novità introdotta dalla normativa vigente, é quella dell’auto-assicurazione del rischio; facoltà riservata unicamente alle strutture sanitarie come soluzione alternativa o integrativa dell’assicurazione tradizionale. Per le strutture pubbliche l’opzione è in forte crescita nel medio-lungo periodo: nel 2018 gli accantonamenti ai fondi di auto-ritenzione sono stati poco meno del doppio del valore dei premi raccolti nello stesso anno dalle compagnie per la R.C. Sanitaria.
Si conferma una redditività tecnica negativa delle coperture per i rischi delle strutture pubbliche e private, per queste ultime in particolare per le generazioni di sinistri meno recenti.
Nel 2019 le compagnie hanno ricevuto 17.904 denunce, in diminuzione (–6,7%) rispetto a quelle ricevute nel 2018 e in forte flessione (–42,9%) rispetto a quelle del 2010. Il fattore trainante di questo andamento è il calo delle denunce di sinistro dei contratti a copertura delle strutture pubbliche (–16,0% rispetto all’anno precedente e –67,7% rispetto al 2010).
La liquidazione delle strutture pubbliche (per intenderci quelle che non si assicurano ed attingono agli accantonamenti) è di 6 volte più lenta rispetto alle liquidazioni che le compagnie effettuano per le strutture e il personale assicurato. I sinistri che hanno visto coinvolte le strutture pubbliche, e che risultano risarciti entro la fine dell’anno di accadimento, sono pari allo 0,6% dei sinistri denunciati. La quota sale al 3,2% per le strutture private e al 3,6% per il personale sanitario.
Alla fine del 2019, risultano pari a 60.518 i sinistri denunciati tra il 2010 e il 2019, risarciti a titolo definitivo dalle compagnie. Nello stesso periodo i risarcimenti erogati (a titolo definitivo o parziale) sono stati pari a 2.822 milioni di euro.
Alla fine del 2019 le imprese di assicurazione hanno accantonato 2.998 milioni di riserve sinistri per i futuri risarcimenti delle denunce con seguito, pervenute tra 2010 e 2019
Il risarcimento medio nel 2019 dei sinistri denunciati nello stesso anno, è pari a 6.946 euro per le strutture pubbliche. Sono superiori i corrispondenti valori per le strutture private e per il personale sanitario (rispettivamente 11.321 e 9.105 euro)
Tiriamo le somme
Il legislatore ha dato la possibilità alle strutture sanitarie di autoassicurarsi. Hanno colto questa opportunità quasi i due terzi delle strutture pubbliche che: sono sei volte più lente delle compagnie a pagare i sinistri; pagano mediamente meno, molto meno, di quanto non indennizzino le compagnie di assicurazione.
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