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Risarcimenti Medici: quali polizze professionali per loro?

Assicurazione dei medici e delle strutture sanitarie: scendono gli indennizzi e rallentano i risarcimenti

23 Aprile 2021Consulenze assicurative, MediciGuidolinGiancarlo

La scelta del legislatore di permettere alle strutture sanitarie pubbliche di autoassicurarsi, penalizza l’utenza con indennizzi inferiori e maggior lentezza nei risarcimenti.

La recente pandemia ha rivelato lo stato della sanità pubblica e privata nel nostro Paese.

Dopo una iniziale impreparazione circa le cure migliori da somministrare alle migliaia di persone ricoverate nelle strutture sanitarie, con i responsabili delle terapie intensive costretti a selezionare le persone da collegare ai respiratori, si è giunti alla individuazione di cure efficaci e, soprattutto, alla scoperta e somministrazione dei vaccini.

Questo lungo periodo di emergenza sanitaria, le migliaia di decessi, la frustrazione di familiari che non hanno potuto assistere i loro cari nelle ultime ore di vita, genererà, di questo le compagnie sono certe, migliaia di richieste di indennizzo all’indirizzo delle strutture e degli operatori sanitari che, dopo essere stati acclamati come eroi, verranno presi di mira con richieste di risarcimento.

Dopo l’entrata in vigore della Legge Gelli-Bianco, vi è stata una graduale ma costante svolta che ha interessato il settore della R.C. Sanitaria sotto molteplici aspetti: numero delle polizze stipulate e loro costo medio, raccolta complessiva, andamento dei sinistri.

L’Ivass, di recente, ha reso noto i contenuti di uno studio statistico che ha messo a raffronto i dati nel periodo dal 2010 al 2019, dal titolo “Bollettino statistico – I rischi di R.C. Sanitaria in Italia – 2010/2019”.

Sintesi dei dati più significativi

Nel 2019 la raccolta premi nei rischi di Responsabilità Civile del settore sanitario, segna una diminuzione rispetto all’anno precedente (–6,5%). Tale minor gettito per le compagnie è stato causato della forte diminuzione dei premi (–14,7%) per le polizze sottoscritte dalle strutture sanitarie pubbliche. Nell’arco del decennio 2010-2019, il numero di strutture pubbliche assicurate è diminuito del 60% passando da 1.426 a 581.

Rimane invariata la raccolta premi nelle polizze delle strutture sanitarie private e quelle del personale sanitario.

La metà dei premi delle polizze di R.C. Sanitaria è raccolta da imprese che, pur operando in Italia, hanno sede all’estero. Le imprese italiane sono maggiormente operative nei confronti delle strutture private e del personale sanitario.

Nel tentativo di contenere i costi delle polizze, una percentuale compresa tra il 5% e il 7% (nel quadriennio 2016-2019) ha cambiato compagnia; la maggior parte appartiene al personale sanitario.

Una novità introdotta dalla normativa vigente, é quella dell’auto-assicurazione del rischio; facoltà riservata unicamente alle strutture sanitarie come soluzione alternativa o integrativa dell’assicurazione tradizionale. Per le strutture pubbliche l’opzione è in forte crescita nel medio-lungo periodo: nel 2018 gli accantonamenti ai fondi di auto-ritenzione sono stati poco meno del doppio del valore dei premi raccolti nello stesso anno dalle compagnie per la R.C. Sanitaria.

L’evoluzione delle denunce e dei risarcimenti

Si conferma una redditività tecnica negativa delle coperture per i rischi delle strutture pubbliche e private, per queste ultime in particolare per le generazioni di sinistri meno recenti.

Nel 2019 le compagnie hanno ricevuto 17.904 denunce, in diminuzione (–6,7%) rispetto a quelle ricevute nel 2018 e in forte flessione (–42,9%) rispetto a quelle del 2010. Il fattore trainante di questo andamento è il calo delle denunce di sinistro dei contratti a copertura delle strutture pubbliche (–16,0% rispetto all’anno precedente e –67,7% rispetto al 2010).

La liquidazione delle strutture pubbliche (per intenderci quelle che non si assicurano ed attingono agli accantonamenti) è di 6 volte più lenta rispetto alle liquidazioni che le compagnie effettuano per le strutture e il personale assicurato. I sinistri che hanno visto coinvolte le strutture pubbliche, e che risultano risarciti entro la fine dell’anno di accadimento, sono pari allo 0,6% dei sinistri denunciati. La quota sale al 3,2% per le strutture private e al 3,6% per il personale sanitario.

Alla fine del 2019, risultano pari a 60.518 i sinistri denunciati tra il 2010 e il 2019, risarciti a titolo definitivo dalle compagnie. Nello stesso periodo i risarcimenti erogati (a titolo definitivo o parziale) sono stati pari a 2.822 milioni di euro.

Alla fine del 2019 le imprese di assicurazione hanno accantonato 2.998 milioni di riserve sinistri per i futuri risarcimenti delle denunce con seguito, pervenute tra 2010 e 2019

Il risarcimento medio nel 2019 dei sinistri denunciati nello stesso anno, è pari a 6.946 euro per le strutture pubbliche. Sono superiori i corrispondenti valori per le strutture private e per il personale sanitario (rispettivamente 11.321 e 9.105 euro)

Tiriamo le somme

Il legislatore ha dato la possibilità alle strutture sanitarie di autoassicurarsi. Hanno colto questa opportunità quasi i due terzi delle strutture pubbliche che: sono sei volte più lente delle compagnie a pagare i sinistri; pagano mediamente meno, molto meno, di quanto non indennizzino le compagnie di assicurazione.

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GuidolinGiancarlo
Giancarlo Guidolin, 74 anni, intermediario assicurativo da oltre mezzo secolo, ha rappresentato negli anni numerose compagnie. Nel 2013 ha fondato la Consulenze Assicurative S.r.l., società di consulenza indipendente per PMI e professionisti. Formatore in materie assicurative, impegnato nelle associazioni di categoria, di se dice "per i miei clienti, non ho mai smesso di studiare, informarmi, crescere".
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