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Infortunio per il libero professionista: l'assicurazione giusta non ti lascia mai scoperto.

“A me non può capitare”, malattia e infortunio per il libero professionista: cosa devi sapere

1 Aprile 2021Consulenze assicurative, ProfessionistiGuidolinGiancarlo

”A me non può capitare” e se comunque mi dovesse succedere qualcosa, c’è sempre l’Inps.

La pensava così Matteo, architetto libero professionista, 45.000 € di reddito annuo, coniugato, senza figli, con pochi anni di anzianità contributiva. Ma la verità è che malattia e infortunio per il libero professionista sono rischi da prevedere e prevenire.

Un giorno, mentre faceva una “nera” a Cortina con gli sci nuovi fiammanti (sempre stato bravo Matteo con gli sci ai piedi), gli è successo un infortunio, fortunatamente non grave, e nelle lunghe ore passate a letto ha iniziato a riflettere: «mi è andata bene … le ossa si aggiustano … basta avere un po’ di pazienza. Ma se fosse successo qualcosa di grave? Come ce la saremmo cavata io e mia moglie?»

E Matteo, immobilizzato a letto per due lunghissimi mesi causa infortunio, oltre a cercare di portare avanti il suo lavoro di libero professionista, ha iniziato a navigare in internet, a curiosare sui siti di compagnie assicuratrici e blog in materia pensionistica.

Poi, un giorno, ha chiesto un paio di informazioni al suo consulente assicurativo: un tipo tosto, che la sa lunga sulla previdenza individuale; uno che si documenta, che legge.

Malattia e infortunio per il libero professionista: la pensione Inps di invalidità

Il quadro che ne è venuto fuori lo ha allarmato non poco, perché ha letto nel blog Pensioni Oggi il caso di un professionista con 10 anni di anzianità contributiva, con un reddito di 40.000 € annui, che si è trovato a non poter più esercitare la professione per una invalidità grave, ed ha scoperto che:

  • in caso di invalidità per infortunio avvenuto in attività extra-lavorativa (prestazione a carico dell’Inps), nessuna pensione viene erogata dall’Istituto se l’invalidità è inferiore al 66%;
  • in caso di invalidità compresa tra 66% e 99% la pensione annua potrebbe aggirarsi attorno a 3.500 euro annui (in proporzione agli anni contributivi versati) mentre per una invalidità del 100% l’assegno annuo erogato dall’Inps raggiungerebbe la “ragguardevole” cifra di 10.500 € annui.

Matteo ha passato in rassegna i suoi impegni finanziari: il mutuo per la villetta che si è costruito in collina, le rate del finanziamento per arredare lo studio; e poi lui e Marta stanno pensando di rallegrare la loro esistenza con un paio di gioiosi marmocchietti.

Gli sono tremate le vene ai polsi.

Certo, Marta lavora come praticante in uno studio legale e forse un giorno avvierà una sua attività autonoma, ma nel frattempo… se succede qualcosa…

Pensare al presente

Dopo un’altra chiacchierata con il suo consulente assicurativo, Matteo si è visto presentare una serie di ipotesi, ognuna finalizzata a risolvere un problema differente, ma tutte legate ad un unico obiettivo: mantenere inalterato il proprio tenore di vita nel tempo.

Il primo atto di previdenza che gli ha proposto il suo consulente assicurativo, è stato un mix di coperture assicurative che garantissero un capitale elevato in caso di morte o invalidità permanente, da malattia o infortunio per il libero professionista.

Gli è piaciuto molto l’approccio consulenziale del suo consulente che, prima di parlargli di coperture assicurative gli ha chiesto: quale fosse il suo reddito annuo, l’importo dei loro debiti residui, la previsione di nuovi investimenti, le future necessità (per i gioiosi marmocchietti).

E ad ogni risposta, sul foglio che il suo consulente aveva davanti, le cifre a tanti zeri si sommavano: il totale che ne è venuto fuori alla fine gli ha messo un tantino di ansia.

Solo in quel momento Matteo si è reso conto di quali e quanti impegni economici avrebbero scandito la sua vita futura.

Quanti soldi ci sarebbero voluti alla sua famiglia nel caso lui avesse subito un grave infortunio o una malattia, che gli avessero impedito di proseguire nella sua attività professionale. O, peggio, fosse venuto a mancare.

Altro aspetto che il suo consulente gli ha evidenziato è stato quello della sua integrità fisica e della necessità, in caso di malattia, di recuperare il più in fretta possibile la sua capacità di produrre reddito.

Matteo, consapevole dei tempi della sanità pubblica, non ha fatto fatica a fare immediatamente suo il concetto, ed ha accolto con favore la proposta di sottoscrivere una polizza malattia, che garantisse le spese di un eventuale ricovero, ma anche le visite specialistiche, odontoiatriche, fisioterapiche, la medicina alternativa, la prevenzione.

Pensare al futuro

E poi, il suo consulente gli ha parlato della sua vecchiaia, di quanto sia costosa la vita quando, appesa la laurea al chiodo, si diventa fragili.

Ne sa qualcosa Matteo perché ha vissuto molto da vicino la dolorosa esperienza di sua nonna che, verso l’ottantina, ha iniziato a sommare, alle problematiche fisiche insite in un corpo che invecchia, anche una demenza senile che l’ha allontanata progressivamente dalla realtà.

E dopo un annetto dalla prima manifestazione della malattia, altro non hanno potuto fare se non ricoverarla in una struttura per lungodegenza: purtroppo era necessario non abbandonarla e vigilare costantemente sulla sua fragilità.

Fortunatamente la famiglia ha potuto farsi carico del costo della retta mensile che, solo per la struttura, si aggirava attorno a 3.000 euro al mese.

I risparmi di suo padre, ex impiegato bancario con una pensione dignitosa ma non milionaria, e di zia Clotilde si sono assottigliati mese dopo mese, al punto che hanno dovuto mettere in vendita la casa della nonna.

Poi, una mattina la nonna se n’è andata, silenziosa e discreta come sempre era vissuta, e Matteo aveva rimosso tutto ciò che avevano rappresentato gli ultimi anni di vita della sua amata nonna.

Il suo consulente aveva risvegliato qui ricordi e riportato alla realtà Matteo.

«Esiste la possibilità di assicurarsi una rendita mensile, una specie di pensione – aveva chiesto al suo consulente – che nel caso di necessità, per malattia, mi paghi i costi di una degenza in un istituto? Sa non vorrei trovarmi a gravare sull’economia dei miei cari»

La risposta era stata positiva: «Si, c’è un prodotto specifico: si chiama L.T.C. (Long Term Care) e garantisce il pagamento di una rendita mensile, in caso di non autosufficienza, conseguente ad una malattia o ad un infortunio. Perché vede, caro ingegnere, finire su una carrozzella per un infortunio… è questione di un attimo»

Il costo non è un problema

Gli era piaciuto l’approccio e ora aspettava di vedere i preventivi di costo.

Arrivarono, e per Matteo fu il momento di un’altra scoperta: la persona che aveva davanti non stava cercando di vendergli più polizze possibili per portarsi a casa il compenso più alto.

Gli stava parlando di priorità, lo stava consigliando di affrontare un problema per volta e, soprattutto, con compagnie diverse «perché vede ingegnere, ogni copertura assicurativa ha delle peculiarità, delle caratteristiche: per esempio la compagnia XX ha una bellissima polizza L.T.C. che ha dei costi abbordabilissimi, spalmabili in 25 anni, e la rendita è indicizzata, già dal primo anno. E invece la compagnia YY ha una polizza sanitaria bellissima, modulare, si appoggia a centri convenzionati e i tempi di attesa sono ridotti a zero».

«Bravo il mio consulente – ha pensato Matteo – Bravo e indipendente, perché non è mandatario di una compagnia di assicurazioni ma lavora per me, bada ai miei interessi e mi consiglia per il meglio»

Se ti senti un po’ Matteo e vuoi approfondire il contenuto di questa news, contattaci.

GuidolinGiancarlo
Giancarlo Guidolin, 74 anni, intermediario assicurativo da oltre mezzo secolo, ha rappresentato negli anni numerose compagnie. Nel 2013 ha fondato la Consulenze Assicurative S.r.l., società di consulenza indipendente per PMI e professionisti. Formatore in materie assicurative, impegnato nelle associazioni di categoria, di se dice "per i miei clienti, non ho mai smesso di studiare, informarmi, crescere".
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