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Protezione da attacchi informatici e cyber risk: un'assicurazione per la tua azienda.

Protezione da attacchi informatici, come tutelarsi?

9 Aprile 2021Consulenze assicurative, ProfessionistiGuidolinGiancarlo

Protezione da attacchi informatici: “Io speriamo che me la cavo”. Non è solamente il titolo di un libro di successo o del film che ne è seguito, ma l’atteggiamento da struzzo di molti imprenditori, professionisti, manager aziendali che continuano a credere che gli attacchi informatici e le intrusioni degli hacker siano eventi che riguardano solo gli altri.

Purtroppo non è così, e questo tipo di “attacchi” è in continuo aumento.

Ed è una convinzione errata anche pensare che siano solo le grandi aziende a subire intrusioni nel sistema informatico, furto di credenziali e di dati.

Per un hacker i dati sono business, utili a un ricatto, a deviare fondi in transito verso un fornitore.

Meno di un anno fa Repubblica così titolava: CYBERSICUREZZA, L’ALLARME DELLA POLIZIA POSTALE: BOOM DI ATTACCHI

E poi riprendendo le affermazioni del Direttore della Polizia Postale, Nunzia Ciardi, sottolineava come le denunce di attacchi informatici, in soli due anni, fossero aumentati del 579%.

La direttrice del servizio di Polizia Postale evidenziava come tra gli obiettivi degli attacchi ci sono, oltre ai singoli cittadini, le piccole e medie imprese italiane. Queste ultime, ha spiegato, “hanno meno fondi da investire nella sicurezza informatica e per la protezione da attacchi informatici, e spesso costituiscono il cavallo di Troia per gli attacchi alle grandi imprese”. Un settore che sta facendo registrare un grande aumento degli attacchi, ha aggiunto, è quello dei dati sanitari: i furti sono cresciuti del 99%.

Protezione da attacchi informatici: attenzione al dipendente infedele e all’errore umano

Da dove può arrivare il pericolo?

Ben il 53% dei responsabili della sicurezza informatica nelle aziende, ha dichiarato in una recente indagine, di aver subito un attacco informatico, nell’ultimo anno, proveniente da una persona interna all’azienda.

La seconda maggior causa di attacco informatico è l’errore umano: il dipendente che in un attimo di disattenzione “clicca” sull’allegato di una mail che invita al pagamento della “fattura arretrata”.

Ma quella allegata… non è una fattura ma un virus informatico.

Il virus attacca il computer, si trasmette alla rete, rimane magari inerte ma “vivo” anche per settimane e mesi, e ad un certo momento si attiva. E allora addio credenziali di posta, o archivi, o le anagrafiche dei clienti e dei fornitori; ma quello che dovrebbe far tremare le vene ai polsi, è che nel frattempo l’hacker potrebbe essersi impossessato delle credenziali della banca: quelle che utilizzi per pagare le fatture e gli stipendi.

Fantascienza o realtà?

Purtroppo è realtà!

Ma quello che più sconvolge leggendo questo rapporto annuale sullo stato della sicurezza informatica, è che l’atto volontario è più frequente dell’errore umano.

Ma voglio darti un altro argomento su cui riflettere.

Al virus informatico piace la birra… ma anche la pizza

Non è uno scherzo: adesso ti spiego.

Ieri sera, un tuo collaboratore si è fatto una pizza con gli amici e poi hanno terminato la serata in birreria. Ma mentre si divertiva con gli amici il suo smartphone si è connesso con le “reti aperte” della pizzeria e della birreria.

È una situazione molto più frequente di quanto non si pensi: oramai “avere una connessione” pare essere imprescindibile, e non solo per gli adolescenti o i giovani.

Dicevamo: il tuo collaboratore ha “cazzeggiato” in internet, ha guardato un paio di filmati, ha scambiato qualche messaggio sui social e questa mattina, arrivato in ufficio, il suo telefonino si è collegato, come sempre, con la tua rete aziendale.

Il tuo dipendente, sul suo telefono, avrà un buon antivirus? Oppure, come è più probabile, ha un antivirus gratuito che un pochino protegge, ma…

Non vado oltre ma puoi ben immaginare cosa può succedere.

Ma quanto può costare un attacco informatico?

Tutto quello che ti ho raccontato finora può avere un impatto devastante in ottica di violazione della privacy (il famoso GDPR) e quindi sull’economia della tua azienda.

Perché, nonostante tutta la parte burocratica (policy, moduli, registri, incarichi, etc.) sia a posto e l’antivirus e tutte le protezioni che il tecnico ti ha installato stiano presidiando il tuo sistema informatico, se l’hacker è comunque riuscito a violare la rete, i problemi economici che ti capiteranno tra capo e collo possono essere ingenti.

Perché non bisogna dimenticare un fatto importante: prima nascono i virus e poi gli antivirus. E tra la malattia e la cura c’è uno spazio temporale, più o meno lungo, che ci espone comunque a dei rischi.

Ma torniamo al discorso sui danni che può causare l’intrusione di un hacker nel tuo sistema informatico e analizziamoli

Innanzitutto i costi di bonifica e di ricostruzione dei dati.

Se l’hacker ha criptato tutti i tuoi file hai due strade: ripristini i salvataggi che sicuramente avrai fatto, giorno dopo giorno, su un cloud esterno (ma ahimè non li hai fatti) o accetti di pagare il riscatto che ti verrà richiesto (e inizierai a sperare che i dati vengano ripristinati, fatto che spesso, ma non sempre, si verifica).

Poi ci sono i costi per comunicare a tutto il tuo indirizzario di posta elettronica che i tuoi dati sono stati “rubati”. E non puoi sottrarti a questa incombenza perché lo prevede il GDPR e sei sanzionabile se non lo fai. E dovrai adottare la stessa procedura per tutti gli altri archivi e indirizzari che ti sono stati sottratti.

Ma se sei un libero professionista (un medico, un avvocato, un notaio, etc.), sei in possesso di dati speciali (una volta si chiamavano sensibili) che vanno protetti con maggiore cura e che pongono a tuo carico responsabilità più importanti. Prova ad immaginare, caro avvocato o medico, che l’hacker minacci di divulgare dati che riguardano il procedimento penale in carico a un tuo assistito, o le malattie di un tuo paziente. Riesci ad immaginarlo? Riesci a immaginare le conseguenze di un fatto tanto grave?

Protezione da attacchi informatici: c’è una soluzione?

Fortunatamente si, e visto che il rischio non si può evitare completamente, si possono almeno eliminare le conseguenze economiche di un tale evento.

Una polizza cyber rimborsa i costi propri (costi di bonifica e di ricostruzione degli archivi, spese per comunicare a clienti e fornitori che i loro dati sono in possesso di altri) ma anche le richieste danni di terzi a causa del fatto che tu non hai protetto i dati che loro ti avevano affidato. E inoltre una buona polizza cyber deve prevedere una assistenza altamente qualificata 24/24 sette giorni su sette. Per essere al tuo fianco nel momento del bisogno “reale”.

Non abbiamo la bacchetta magica, ma possiamo aiutarti a risolvere una parte del problema. Se hai trovato interessante questo articolo e vuoi avere qualche informazione, contattaci.

GuidolinGiancarlo
Giancarlo Guidolin, 74 anni, intermediario assicurativo da oltre mezzo secolo, ha rappresentato negli anni numerose compagnie. Nel 2013 ha fondato la Consulenze Assicurative S.r.l., società di consulenza indipendente per PMI e professionisti. Formatore in materie assicurative, impegnato nelle associazioni di categoria, di se dice "per i miei clienti, non ho mai smesso di studiare, informarmi, crescere".
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