La polizza è una promessa, fatta da un intermediario, ma il mantenerla o meno, spesso, non dipende da lui, ecco perché scegliere un consulente assicurativo indipendente.
“Io a scatola chiusa compro solo Arrigoni” era il claim degli spot televisivi del tonno Arrigoni.
Mi sono rivisto un paio di spot che risalgono agli anni 60 (in internet si trova davvero di tutto), ancora in bianco e nero, e per pochi minuti sono tornato alla mia gioventù, quando Carosello segnava il passaggio dal mondo dei ragazzi al mondo degli adulti. Solitamente un venditore, uno di quelli che non fa mai domande, che tenta di imbambolare il potenziale acquirente, uno del tipo “… venghino, siori venghino …”, decanta le qualità di un prodotto mirabolante, marcatamente irreale, assurdo. Poi si allontana, ed il cliente, che non ha proferito verbo fino a quel momento, prende dalla tasca il cacciavite e smonta l’oggetto. Al ritorno del venditore, ecco la famosa frase accompagnata da uno sguardo inorridito “ma, lo ha smontato…”. E parte il claim: “Io a scatola chiusa compro solo Arrigoni”
Il claim, in pubblicità, è la promessa fatta al consumatore. Si tratta quindi di affermazioni a scopo propagandistico, autoreferenziali e volutamente eccessive che servono a imprimere nella mente degli utenti idee di primato, eccellenza, vantaggio.
È una promessa fatta all’assicurato “se ti succede che…, noi pagheremo la somma di…”.
Si potrebbe obiettare che la promessa è accompagnata da condizioni contrattuali, sempre più circostanziate, corredate da modelli (DIP e DIP Aggiuntivi) che dovrebbero aiutare a capire.
Ma è davvero così?
Hai mai letto le decine, centinaia di pagine che compongono le condizioni contrattuali di una polizza, una qualunque?
No. E se lo hai fatto COMPLIMENTI! Sei uno dei pochi assicurati che non ha “comperato a scatola chiusa”. Ma adesso ti faccio un’altra domanda: le hai capite?
Ti confesso che, molto spesso, anche noi “del mestiere” ci troviamo in difficoltà ad interpretare una condizione contrattuale; perché le pagine e pagine di clausole, e norme, e codicilli, e rinvii, sono tutto fuorché chiare e comprensibili.
Nel momento del collocamento di un prodotto assicurativo, l’intermediario fa una promessa, garantisce, rassicura, dà per certo, tranquillizza, dà la sua parola. Insomma, fa tutto ciò che ritiene giusto e corretto fare, per concludere l’affare. E questo lo farà con esempi, spiegando una condizione contrattuale, rispondendo alle tue domande.
Ma riuscirà a mantenere la sua promessa?
Farà di tutto per onorare questo impegno… ma l’esito non dipenderà quasi mai da lui.
Il perito, il liquidatore, in poche parole i rappresentanti di chi quella promessa dovrebbe mantenere, potrebbero interpretare le condizioni contrattuali in modo diverso da come appaiono.
In tanti anni di professione mi è capitato molto spesso, anche di recente, che le intenzioni del tecnico che ha materialmente redatto le decine/centinaia di pagine delle condizioni contrattuali, al momento del sinistro, si siano tradotte in qualcosa di diverso nella interpretazione data dal perito o dal liquidatore.
A questo punto diventa importantissima la figura dell’intermediario, perché sarà lui a dover “mediare” tra la promessa che lui ha fatto (per conto della compagnia), e il venir meno di questo impegno da parte di un terzo; un terzo che, di fatto, non ha promesso nulla se non quello che ha scritto (spesso in modo poco comprensibile) nelle pagine e pagine delle condizioni di polizza.
Qualche volta si trova un compromesso. Altre volte le posizioni sono talmente distanti che una mediazione pare irraggiungibile.
È in questo frangente che si misura la capacità dell’intermediario di interpretare, “secondo legge”, le condizioni contrattuali in ragione dell’evento.
Se è preparato tecnicamente sarà al tuo fianco; in alternativa sarà solo capace di dire “non è colpa mia”.
Ma (c’è sempre un MA), posto che sia tecnicamente “capace”, avrà anche il coraggio di mettersi “contro” la compagnia? Lui, l’agente, è il mandatario della compagnia: quello che la compagnia ha sottoscritto con lui è un rapporto fiduciario. Potrà tradirlo?
È proprio qui la grande differenza che esiste tra un mandatario della compagnia ed un consulente assicurativo indipendente: il consulente assicurativo indipendente, il broker, non è mandatario dell’impresa, non ha sottoscritto con lei un mandato fiduciario.
Il consulente assicurativo indipendente è il TUO mandatario, ed ha sottoscritto con TE, il mandato di rappresentanza fiduciaria.
Questa è la tua garanzia, il tuo vantaggio.
Se e quando avrai un danno, su di noi potrai sempre contare: noi saremo presenti al momento della perizia, interpreteremo per te le condizioni contrattuali e, se sarà necessario, daremo incarico ad un legale di difenderti e tutelare i tuoi interessi, o ad un perito di fare una stima dei tuoi danni.
Anche noi ti faremo delle promesse, ma la promessa più grande, la più importante, quella che ti farà percepire la differenza e la nostra proposta di valore è questa: con noi non sarai mai solo.
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