Nel nostro precedente articolo abbiamo parlato della non autosufficienza e dei costi che può comportare per una famiglia. In tanti ci avete chiesto quale polizza Long Term Care (LTC) scegliere. Quale sia la miglior polizza del mercato.
Sono domande comprensibili e le risposte per niente semplici. Non è il nome della compagnia e nemmeno l’importo del premio annuo a guidare una scelta. Due contratti che promettono lo stesso costo annuo e la stessa rendita mensile all’insorgere della non autosufficienza, possono intervenire in momenti diversi e pagare per periodi molto differenti.
Abbiamo esaminato alcune soluzioni presenti sui siti ufficiali delle compagnie operanti nel nostro Paese. È una prima ricognizione, non una graduatoria né un elenco completo. Per confrontare davvero due offerte è necessario calarle nella realtà e nel bisogno che il potenziale assicurato manifesta. Non esistono soluzioni standardizzate, valide per tutti e ogni situazione è unica e personale.
Ma procediamo con ordine e cerchiamo di dare le prime risposte alle domande che ci avete fatto.
La diagnosi di Alzheimer o Parkinson, o la dichiarazione dell’INPS di invalidità civile da sole, non danno automaticamente diritto alla rendita. Occorre soddisfare la definizione contrattuale: la perdita della capacità di compiere alcune attività quotidiane, oppure i criteri specifici previsti per i disturbi cognitivi. Le attività considerate e la soglia cambiano da contratto a contratto. Allianz “Longevity Care” richiede l’incapacità di svolgere almeno quattro attività su sei. Poste Persona “Sempre Presente” e Groupama “Mente Serena Elisir” indicano tre attività su quattro. Generali “Scegli per una Lungavita” usa un punteggio di almeno 40 su 60 attribuito a sei attività.
Ma attenzione a non farsi fuorviare dalle apparenze: il rapporto “tre su quattro” non è automaticamente più favorevole di “quattro su sei”: bisogna leggere quali atti vengono valutati e come sono accertati.
Per le patologie cognitive occorre un’attenzione ulteriore. La presenza continua di assistenza può diventare necessaria anche prima che una persona perda, per esempio, la capacità fisica di lavarsi o vestirsi. Va quindi verificato se il contratto prevede un criterio specifico per il deficit cognitivo e quali certificazioni richiede.
Senza entrare nell’analisi approfondita di ogni singolo prodotto, vogliamo solo fare qui degli esempi, attirare l’attenzione su alcuni aspetti.
Generali – Scegli per una Lungavita – La compagnia propone una rendita vitalizia rivalutabile; il premio può essere versato in unica soluzione o spalmato su più anni (massimo 25). La copertura è prestata a vita intera: questo significa che una volta stipulata, la polizza rimane valida fino al decesso dell’assicurato. Questo è ciò che ci si aspetterebbe da una polizza LTC. Ma vedremo da qui a poco che non è sempre così.
Allianz – Longevity Care – Anche in questo caso di tratta di una rendita mensile vitalizia rivalutabile; il pagamento dei premi può essere a vita o per 10, 15, 20 o 25 anni.
Unipol – Autonomia – Come le precedenti è prestata nella formula a vita intera ma per questo prodotto la rendita non è indicizzata. Occorre valutare quanto la rendita costante, ipotizzata all’atto della stipula della polizza, sia adeguata al momento della eventuale corresponsione
Poste Vita – Poste Persona Sempre Presente – Alla rendita mensile la compagnia aggiunge la liquidazione di un capitale iniziale pari a cinque mensilità. Occorre porre attenzione alla carenza (cioè al periodo durante il quale, pur avendo pagato la polizza, la stessa non è operativa) di un anno che diventa di tre anni per malattie nervose o mentali di causa organica, tra cui l’Alzheimer e Parkinson. Anche questa compagnia propone una rendita costante
AXA – Più Autonomia – La rendita non è vitalizia e l’evento deve verificarsi entro la scadenza. La rendita, a scelta dell’assicurato, verrà erogata per un massimo di 5 o 10 anni oppure liquidata in forma capitale; ingresso in polizza da 50 a 70 anni e protezione fino a 85 anni. La polizza prevede una carenza di tre anni per malattie nervose o mentali. La stessa compagnia ha in listino un altro prodotto – Tutta la Vita, garanzia LTC – che maggiormente si avvicina alle caratteristiche delle altre polizze fin qui esaminate
Groupama – Mente Serena Elisir – Cè prevista la liquidazione di un capitale iniziale di 10.000 euro e successivamente della rendita mensile finché permane la non autosufficienza, rivalutata del 2% annuo dall’anno successivo all’inizio dell’erogazione.
La polizza paga fino alla morte? Non sempre. Bisogna distinguere la durata della copertura (fino a quando può verificarsi il sinistro) dalla durata della prestazione (per quanto tempo viene pagata la rendita). Più Autonomia, per esempio, copre il verificarsi della non autosufficienza entro 85 anni e prevede una rendita temporanea di 5 o 10 anni; altre soluzioni presentate qui prevedono una copertura a vita intera e una rendita vitalizia, alle condizioni pattuite.
Se mi viene diagnosticato l’Alzheimer ricevo subito la rendita? Non necessariamente. Contano la definizione di non autosufficienza, l’accertamento medico e l’eventuale carenza. Poste Vita, per esempio, indica tre anni di carenza per malattie nervose o mentali dovute a causa organica. Una diagnosi e il diritto alla prestazione sono passaggi distinti.
E se la causa della non autosufficienza fosse un infortunio? Tutto ciò che abbiamo scritto fi qui è pienamente valido. Non cambiano i criteri di valutazione nè quelli temporali di corresponsione della rendita. L’unica differenza è quella che riguarda la carenza che, per il caso di infortunio insorto dopo la stipula della polizza, è azzerata.
Quanto costa? Non c’è un premio unico valido per tutti. Età d’ingresso, stato di salute, rendita scelta, durata dei versamenti, capitale aggiuntivo e condizioni di rivalutazione incidono sul prezzo. Un esempio pubblicitario costruito su un’età e una rendita specifiche non è un preventivo personale. Confrontiamo preventivi sulla stessa rendita mensile e chiediamo anche quanto potrà variare il premio negli anni.
Se smetto di pagare, perdo tutto? Dipende dal contratto e dagli anni di premio già versati. Alcuni prevedono una prestazione ridotta, altri regole diverse per sospensione e riattivazione. È una verifica da fare prima di firmare, soprattutto quando l’impegno di spesa durerà a lungo.
Partiamo dal bisogno: quale quota delle spese di assistenza resterebbe a carico della persona e dei familiari? Poi mettiamo a confronto soglia di attivazione, tutela o meno del decadimento cognitivo, carenze, età massima coperta, durata e rivalutazione della rendita, sostenibilità dei premi e regole in caso di interruzione dei pagamenti. La polizza più economica può rispondere bene a un’esigenza circoscritta; una rendita temporanea e una vitalizia, però, proteggono bisogni diversi.
Questa ricerca ci consente già di rispondere a una domanda essenziale dei lettori: non esiste «la migliore LTC» in assoluto. Esiste una copertura adatta a un obiettivo, a un’età, a una situazione sanitaria e a un bilancio familiare.
Inoltre, come avrai notato, differenze ce ne sono e in alcuni casi non sono di poco conto. Farsi aiutare da un addetto ai lavori direi che è indispensabile. Farsi aiutare da un consulente indipendente è “furbo”. Perché se ti rivolgi a un Agente, rappresentante di una compagnia, ciò che ti potrà offrire è il prodotto che la sua compagnia gli fornisce … e non è detto che sia quello adatto per te. Ma questo è un altro ragionamento, sempre valido per qualunque tipo di acquisto, che non voglio fare qui perché ci porterebbe lontano.
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